Elogio della negligenza

Il giovane vigile non credeva ai suoi occhi. Uno, due, tre ragazze schiacciate sopra uno scooter. Maglietta, canotta, bretelline, capelli al vento, senza casco. Sfilavano sul Corso come su una passerella.
Il novizio trattenne il respiro, col fischietto affogato in gola. Per un attimo, negligente, rimase inebriato. Inoperoso, contemplò la bellezza passare.

divergo dal pensiero unico, mi sottraggo all’andazzo generale, curo le ferite, venero l’anonimo, infrango algoritmi
Versi tratti da: Demo Keller | Disappunti. La scomparsa del genere umano | 2026 Nulla Die Edizioni