L’inesistente
Mi si raccontavano delle storie
nell’età dell’inconsapevolezza
gli occhi onnipresenti di un Altissimo
che non solo ti fissava
sempre e dovunque
anche al buio, o sotto le coperte
ma ti leggeva anche il pensiero
suo figlio redentore, il salvatore
che ridestava corpi estinti
quando non passeggiava sull’acqua
un vecchio canuto e corpulento
che si trascinava fagotti ingombranti
strusciandosi giù
tra la cenere di angusti comignoli
senza lasciar traccia
e una strega svolazzante
in sella a una ramazza
entrambi magnanimi ma selettivi
doni ricchi ai ricchi
poveri ai poveri
sfarzo e miseria su base cetuale
nessuna concessione al merito
un efferato fantasma
vendicativo ingordo insaziabile
se ti attardavi a prender sonno
mi si metteva in guardia
da sconosciuti contraffattori
di zuccherini adulterati
da oscure ombre maligne
dietro ad ogni angolo
pronte a strapparti via
tutta l’innocenza possibile
ed è per questo che io, ora
piccolo mio
ti svelo la storia di un infante
a cui venivano dispensate
evocazioni dell’inesistente |