Miserere

Immensamente povero
chi non conosce la discordia
colui nel cui grembo
alberga un solo rassegnato destino
il cui sguardo sul mondo
aleggia dormiente
si desta, si riassopisce, si dilegua
come le ardenti vampe del fuoco
quando spirano nel focolare
misero chi, tra niente e piuttosto
meglio niente
chi ha il coraggio delle opinioni
ma solo di quelle altrui
chi non riconosce o non accetta
l’eterno conflitto tra ordine e caos
tra quello che c’è e quello che non si vede
e allora, nell’eterno mutare e divenire
delle primavere che succedono agli inverni
giunga a lui infine la grazia
come tardiva ricompensa
che segue gli umani sforzi

giovani braccia mutilate nelle catene di montaggio, occhi puntati sulle nubi di fumo fuori dai cancelli, sotto un cielo offeso
Versi tratti da: Demo Keller | Disappunti. La scomparsa del genere umano | 2026 Nulla Die Edizioni