Tra Verlaine e il vuoto

Eravamo un tempo
l'uno per l'altro
rifugio, ospitale, dimora
durevole compenso
dall'effimera gioia
dei giorni a venire
sordi ai richiami
impassibili, immobili
ed ogni cosa era abbastanza
siamo adesso
l'uno dell'altro
gogna e patibolo
costretti per non riconoscerci
a tacere i nostri nomi
io, giovinezza
tu, innocenza

E noi infine, antica culla della civiltà, a sventolar bandiere tra quiete e fragore, forti coi deboli, deboli coi forti, un ciclo artefici un ciclo artefatti
Versi tratti da: Demo Keller | Disappunti. La scomparsa del genere umano | 2026 Nulla Die Edizioni